Aung San Suu Kyi, accettato il ricorso contro la condanna

La Corte Suprema della Birmania ha ricevuto oggi e accettato di discutere il ricorso in appello della dissidente Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace nel 1991, contro la condanna a 18 mesi di arresti domiciliari inflittale in primo grado per aver violato le leggi sulla sicurezza.
Non è stata fissata una data per l'udienza. Ma l'avvocato di Suu Kyi , Nyan Win, si è detto certo che presenterà il caso in aula entro un mese.

Lo scorso agosto la leader politica era stata condannata inizialmente a tre anni di reclusione e ai lavori forzati per aver ospitato per due giorni un americano, John Yettaw, che aveva raggiunto a nuoto la sua residenza ed era stato da lei ospitato. Secondo la sentenza Suu Kyi, che ha trascorso buona parte degli ultimi 19 anni fra carcere e arresti domiciliari, oltre ad aver violato i termini degli arresti domiciliari, non aveva protetto il Paese da un "elemento sovversivo". La sentenza è stata poi immediatamente commutata in un supplemento di pena di 18 mesi di arresti domiciliari, come segno di rispetto nei confronti del padre, il generale Aung San, eroe dell'indipendenza.

Gli avvocati di Suu Kyi si sono opposti alla sentenza, contestando il fatto che la legge in base alla quale è stata condannata è stata di fatto abrogata insieme alla Costituzione del 1974, modificata lo scorso anno.

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